L’obiettivo ora è il consiglio regionale, dopo che nel 2023 – a Terni – Marco Cecconi di tutto il centrodestra è stato il più votato. Coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, è nel partito di Giorgia Meloni sin dalla fondazione.


Buone ragioni per puntare su FdI e su Marco Cecconi il 17 e 18 novembre prossimi?


E poi?


Un filo diretto con il
#governo #nazionale, ministri pronti ad investire sulle eccellenze dell’Umbria piuttosto che considerare la nostra regione solo un presidio di potere, com’è stato in cinquant’anni di amministrazioni di sinistra.


Che consigliere regionale sarà, Marco Cecconi, in caso di elezione?
Attitudini personali che mi vengono riconosciute e che spero possano rappresentare un valore aggiunto.


La persona, innanzitutto: competente, padrona della materia, capace di mettere sul tavolo
#soluzioni con grande pragmatismo, innamorata dell’Umbria e delle sue potenzialità e non delle poltrone da occupare. Altro che le fumisterìe ideologiche di una Stefania Proietti: che viene a Terni e non sa nemmeno che i fondi che finanziano l’Accordo di Programma per le acciaierie (un miliardo di euro) non c’entrano niente con il PNRR!


Ma di buonissime ragioni ce ne sono anche altre.


Quali?


I
#risultati e i
#programmi. Donatella Tesei ha ereditato un sistema-Regione deflagrato sotto il peso di ‘Sanitopoli’ (inchieste che poi si sono tradotte in condanne) e sotto il peso di una montagna di debiti. Ha rimesso a posto i conti, ha risanato i bilanci in rosso delle aziende partecipate, ha rotto lo storico isolamento infrastrutturale dell’Umbria cantierando una mole di opere pubbliche mai viste prima, ha saputo intercettare risorse ingenti a sostegno delle imprese ma non solo (per ultimo, i finanziamenti necessari per il nuovo ospedale pubblico di Terni).
Il boom del turismo. Pressione fiscale tra le più basse d’Italia, PIL regionale tra i migliori (classifiche Bankitalia). Risultati da consolidare e sviluppare. Una scelta di campo forte e chiara…


Una scelta tra che cosa?


Tra la politica del NO e quella dello sviluppo. Tra una coalizione coesa, come il centrodestra, che condivide valori comuni e, dall’altra parte, un’accozzaglia di tutto e il contrario di tutto, che vuole solo rimettere le mani sull’Umbria.